SABATO 7 OTTOBRE: GENOVA ANTIFASCISTA TORNA IN PIAZZA

Sabato sette ottobre il gruppo fascista denominato Lealtà e Azione decide di aprire una propria sede nella centralissima via Serra, nei locali di una Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale legata alla chiesa cristiana cattolica apostolica romana.
Per contrastare questo ennesimo sfregio - alla città che vide il comandante delle forze tedesche firmare la resa davanti al comandante partigiano Remo Scappini, ben prima che giungessero le truppe alleate - l'Anpi convoca una manifestazione antifascista.
L'appuntamento è fissato per le ore 15:00, nel tratto di strada che separa piazza Corvetto dal luogo scelto dalla formazione revanscista; a presentarsi non è la folla delle grandi occasioni: le adesioni sono, ad occhio, qualche centinaio.
Come al solito la parte del leone la fa la sinistra antagonista, quella che si riconosce nella sigla Genova Antifascista: questa volta però ci sono anche militanti del Partito Comunista in Italia, e del Partito Comunista Italiano; non può mancare Proletari Comunisti.
La giornata inizia con la chiusura simbolica della sede dei topi di fogna, murata con mattoni e cemento, e con l'avvertimento ai residenti di non accettare di avere una sede di estrema destra sotto casa, pena la presenza tutti i sabati di un presidio come questo.
Dopo circa un'ora, la "piazza" si trasforma in corteo: snodandosi per le vie del centro, raggiunge la tristemente nota piazza Gaetano Alimonda; poco prima di giungere alla meta, i manifestanti si fermano dalle saracinesche che ospitano Casapound per effettuare alcune scritte.
Genova, 08 ottobre 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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